“E improvvisamente, il cinque marzo, Stalin mori’. Quella morte venne a intrufolarsi nel gigantesco sistema di entusiasmo meccanizzato, d’ira e d’amore popolare, stabiliti su ordine del comitatodi rione.
Stalin mori’ senza che cio’ fosse pianificato, senza istruzione degli organi direttivi, Mori’ senza l’ordine personale dello stesso compagno Stalin. Quella liberta’, quella autonomia della morte conteneva qualcosa di esplosivo che contraddiceva la piu’ recondita essenza dello Stato. Lo sconcerto invase le menti e i cuori.” (pag.33)
“Allora Ivan prese la parola nell’auditorio
contro la dittatura: dichiaro’ che la liberta’e’ un bene equivalente alla vita, che una sua limitazione mutila l’uomo come un colpo d’ascia che faccia saltare via dita e orecchie ;abolire poila liberta’, equivalevaa un assassinio. Dopo quel discorso egli venne espulso dall’universita’ deportato per tre anni nella regione di Semipalatinsk”,
(pag.42)
(Da Vasilij Grossman, “Tutto scorre…”, ed. Gli Adelphi, II edizione maggio 2010)




