
Ed eccola, una vecchia ormai, che vive in una perpetua attesa del meglio, e crede, e teme il male, è piena di ansia per la vita degli uomini, e non distingue chi vive da chi è morto, sta qui e guarda le rovine della sua casa, ammira il cielo primaverile senza neanche accorgersi di ammirarlo, sta qui e si chiede perchè il futuro di coloro che ama è così intricato, perchè la loro vita è costellata di tanti errori, e non si accorge che in questa confusione, in questa nebbia, dolore e groviglio c’è già risposta, e chiarezza e speranza; e che lei sa, capisce con tutta l’anima il significato della vita che è stato dato di vivere a lei e ai suoi cari, e benche nè lei nè nessuno di loro possa dire cosa li aspetti, e benchè essi sappiano che in un tempo così terribile l’uomo non è più artefice della propria felicità, e che il destino del mondo ha ricevuto il diritto di graziare o punire, portare alla gloria o coprire di fango, e trasformare in polvere di lager, tuttavia non è concesso al destino del mondo e alla Storia, alla mano irosa dello Stato, alla gloria, o all’infamia della lotta di trasformare coloro che hanno nome di uomini. Qualunque cosa li attenda, la celebrità per la loro fatica o la solitudine, la disperazione e la miseria, il lager e la condanna, essi vivranno da uomini, e da uomini moriranno, come quelli che sono periti hanno saputo fare; proprio in questo consiste per l’eternità l’amara vittoria umana su tutte le forze maestose e disumane che ci sono state e ci saranno nel mondo.
(Vasilij S. Grossman, “Vita e Destino”, Jaka Book, III ed. giugno 2005, pag.849)





Bravo, di tutto il magnifico libro di Grossman hai estratto la sintesi.
Sono contento ti sia piaciuto.
E’ una pagina commovente. Penso che sia un libro straordinario. Per quanto sia stato lungo e travagliato leggerlo, mi sembra che sia uno dei migliori che io abbia mai letto e lo rileggerei adesso. Se insegnassi italiano al liceo lo metterei nel programma. Rispetto all’odio o al fatalismo di cui di solito sono intrisi i testi che riguardano quegli anni “Vita e Destino” è un faro nella notte. Tra l’altro illumina il giudizio che noi diamo alle nostre giornate in cui è diffcile a volte ricordare la nostra umanità.
Che ne pensi?