Come un muro di vita certi personaggi si impongono tra le mura di casa e ti sembra di sentirli parlare.
Hanno attraversato i secoli i decenni e son lì con la loro storia, la loro umanità a raccontarsi a te.
Sabato sera “alternativo” decido di mettermi a leggere “Vita e Destino” (prima o poi lo finirò).
Ad un certo punto leggo dalle labbra di Strum 1:
“Zenja cara lei ha agito secondo coscienza. creda, è la cosa migliore che è data all’uomo. Non so che cosa le serberà la vita, ma di una cosa sono sicuro: ha agito secondo coscienza; Noi…non diciamo ciò che pensiamo. Tolstoj…riguardo alle pene capitali scrisse:”Non posso tacere!”. Noi invece tacevamo nel ‘37, quando giustiziavano milioni di innocenti. E i migliori tacevano! E ci furono quelli pure che diedero la loro approvazione. Tacevano all’ epoca degli orrori della collettivazione integrale…Privare l’uomo del diritto alla coscienza è orribile.”
Grossman in queste righe fa parlare il suo personaggio di ciò che lui ha vissuto in prima persona; così le parole di Strum risultano le sue parole, la sua confessione disperata. C’è lui uomo con la sua coscienza. Di fronte a questo specchio dice: “che orrore!”.
Ti sembra in un momento di stargli di fianco di vederlo con la testa fra le mani a pensare a come riscattarsi a come tornare a guardare la sua immagine riflessa; lì di fianco ci sono io e mi dico quante volte son stato così, quanta coscienza ho fatto fuori, con lo stesso movimento dell’animo certo in scala ridotta.
Dopo un’oretta decido di smettere di leggere perchè l’autore in meno di 20 pagine ha deciso di cambiare quattro storie diverse e mi sto confondendo.
Complice mia madre che non molla il computer per continuare il suo solitario (non ditegli che potrebbe prendere un mazzo di carte e usare quello, non stasera),
Per chi sa quale arcano prendo il CD dell’“Arpeggione”2 di Schubert, non lo facevo da forse un anno, mi aveva colpito sentirlo dal vivo e avevo dovuto comprare il CD.
Così come nel leggere “Vita e Destino” mi scopro di fianco al tormento umano e alla scalata al desiderio di Schubert; brutta la vita dell’autore in quel periodo che di domande ne doveva avere parecchie; attento alle note che si dipanano filtrate dai musicisti mi scopro a chiedermi dove vado e dove Schubert porta le sue truci carni e mi trovo fatto di pasta simile, uguale e simile.
Siamo uomini in cammino e siamo messi in piedi da avvenimenti come questi. Attenzione però il rischio di rimanere invischiati nel sentimento è mostruoso. A scriverlo a prenderne coscienza, magari in un blog che almeno due o tre persone leggeranno(le conosco, so dove abitano, se insisto prima o poi lo faranno:)), permette di fissare il sentimento e di farlo diventare azione.
Da un po’ che non mi capitava; mai forse con questa schiettezza.
Vi auguro di imbattervi in questi istanti.
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1 Strum: è il protagonista di una delle storie narrate in vita e destino; scienziato russo-ebreo scopre un passaggio importante per la strada che porta alla fissione nucleare; dopo un’iniziale clamore dato alla scoperta si trova senza attorno nessuno dei suoi più cari collaboratori anche loro di origine ebrea. Ben presto tutto il mondo accademico sarà contro di lui; la sua scoperta verrà reputata da Stalin in persona troppo teorica quindi contraria al pragmatismo sovietico. Per intrecci politico-accademico-raziali il mondo della scienza Russa si trova a perdere l’occazione atomica, che svilupperà solo successivamente. Strum invece sarà di fronte al dilemma o rinunciare alla propria coscienza o tenersi la sua comoda “cattedra”.
2: sonata il la minore D. 821. Per ascoltarla.
La data di pubblicazione risale al novembre 1824 periodo in cui l’autore soffriva di gravi crisi depressive a causa del suo scarso riconoscimento. L’arpeggione è uno strumento che prese piede intorno al 1820, ma che ebbe vita breve; il suo parente più stretto è il violoncello, infatti le opere scritte per arpeggione vengono attualmente eseguite con questo strumento.





grande!…me la sono ascoltata nelle 4 parti di you tube…immagino non sia la stessa cosa…